CHIRURGIA

Interventi non invasivi, eseguiti in sede con le migliori tecnologie

Quali tipi di interventi esistono?

Nell’ambito della chirurgia odontoiatrica si dividono fondamentalmente 4 tipologie di interventi:

  • Chirurgia Estrattiva
  • Chirurgia dei Tessuti Molli
  • Chirurgia Pre-Protesica come il Rialzo del Seno Mascellare
  • Rimozione di Cisti e Neo-Formazioni

Attualmente grazie all’utilizzo di anestesia e gestione farmacologica pre e post-operatoria la chirurgia non deve più spaventare in quanto nella maggior parte dei casi il dolore è praticamente ridotto al minimo sia durante che dopo l’intervento. Il laser è un ottimo alleato nell’esecuzione di piccoli interventi dei tessuti molli. Infatti grazie al suo utilizzo interventi che in passato richiedevano anestesia, bisturi e suture vengono integralmente eseguite col laser rapidamente,Infine il potere biostimolante del laser viene usato dopo gli interventi con la procedura di Biostimolazione LASER che ha l’obiettivo di indurre una guarigione ottimale dei tessuti.
Esempi di questi interventi eseguiti col LASER sono la frenulectomia (rimozione di frenuli), gengivectomie di vario tipo, allungamenti di fornice…
Il laser è anche utilizzato dopo le estrazioni o nelle chirurgie endodontiche al fine ottenere una completa decontaminazione prima della sutura.

Chirurgia estrattiva o estrazioni dentarie?

Devi togliere un dente che si è rotto o ti fa male? Devi togliere un dente del giudizio?

Presso lo studio dentistico Petrillo le estrazioni sono poco invasive possibile grazie all’utilizzo del piezo ,un’ apparecchiatura che sfrutta ultrasuoni per poter effettuare estrazioni in modo microinvasivo con riduzione importante del dolore sia durante che dopo l’intervento.

Questa chirurgia riguarda spesso i denti del giudizio che per motivi di spazio o anatomici non erompono normalmente in arcata e rimangono parzialmente o totalmente inclusi. Qualora creino fastidio al paziente o vadano ad causare danni ai denti vicini è necessario estrarli. Spesso questi denti, anche se in arcata, vanno estratti in quanto sono spesso un ricettacolo di batteri perché difficili da pulire e quindi a maggiore rischio di carie ascessi e danni parodontali.

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Come funziona la chirurgia dei tessuti molli?

Fanno parte di questa categoria interventi di gengivectomia, frenulectomia, allungamenti di fornice. La gengivectomia prevede la rimozione di tessuto gengivale in eccesso, ad esempio in caso di “pseudo-tasche”. Per frenulectomia si intende la rimozione di uno o più frenuli, inserzioni muscolari che a volte possono essere causa di danni come recessioni gengivali o formazione di tasche parodontali profonde.

L’allungamento di fornice o “stripping” gengivale viene eseguito per migliorare la stabilità dei tessuti molli perimplantari o aumentare la quantità di gengiva aderente vicino ai denti. Queste chirurgie possono essere solitamente eseguite con l’ausilio di laser ad alta potenza garantendo un approccio minimamente invasivo.

Cos’è la chirurgia pre-protesica?

In questa categoria si trovano interventi eseguiti su tessuti duri e molli al fine di permettere o migliorare l’inserzione di impianti dentali o l’adattamento di protesi. Il Rialzo di Seno Mascellare permette di aumentare l’osso nell’arcata superiore “rialzando” i seni mascellari, cavità pneumatiche che si possono espandere dopo l’estrazione dentaria lasciando una quantità d’osso troppo esigua per l’inserimento di impianti dentali. In questi casi si apre una piccola finestra nell’osso e si va ad inserire nello spazio tra la membrana del seno e l’osso mascellare un innesto di biomateriali, garantendo un approccio minimamente invasivo in termini di tecnica operatoria ed eliminando la necessità di prelievo di tessuto osseo.
Dopo qualche mese si formerà l’osso e sarà possibile inserire uno o più impianti di lunghezza e diametro corretto.

Come funziona l’estrazione del dente del giudizio?

L’estrazione del dente del giudizio spesso risulta un momento di importante stress per la vita di una persona perché si associa spesso a dolori importanti che lo portano all’estrazione nonché, a volte, ai disagi immediatamente dopo l’estrazione in casi particolarmente complessi.

Per questo motivo è importante affidarsi ad un centro esperto e non sottovalutare i sintomi dei denti del giudizio andando solo a prendere degli antidolorifici e antibiotici!

Presso lo studio dentistico Petrillo trovi degli esperti proprio in questo tipo di intervento e tutte le strumentazioni ed accortezze per ridurre al minimo il disagio e le possibili complicazioni.

Scopri di più

Il dente del giudizio è un molare, precisamente il terzo, che erompe nelle arcate dentarie normalmente più tardi rispetto alla normale dentatura, ovvero tra i 18 e 25 anni, circostanza da cui prende il nome, completando il processo della dentizione permanente. È possibile a volte rendersi conto prima delle problematiche che potrebbero affliggere questi denti grazie a delle panoramiche dentali eseguite in età adolescenziale. Qualora ci siano le indicazioni, è possibile effettuare la germectomia, ossia l’estrazione precoce dei germi dei denti del giudizio. È una procedura in questo caso semplice e abbastanza rapida che permette di prevenire la comparsa di problemi in futuro, più difficili e fastidiosi da gestire!
Questi quattro molari, che occupano l’ultima posizione delle quattro arcate dentali, presentano la particolarità di spuntare rompendo le gengive, e quindi provocando non poco dolore. Oppure possono rimanere inglobati nell’osso e nella gengiva, definito “ottavo incluso”, che potrebbe comunque infiammarsi o andare a “rovinare” il dente accanto.

I denti del giudizio sono denti in realtà come gli altri ma sono dei “sorvegliati speciali” in quanto spesso le arcate dentarie sono piccole per accoglierli oppure perché sono molto tendenti alle carie per difficoltà di pulirli correttamente.
Una condizione particolare e particolarmente fastidiosa è quella del dente del giudizio semincluso ossia che è comparso in arcata ma non totalmente, rimanendo coperto da una parte di gengiva.

In questo caso è facile che il dente si possa cariare ed la condizione più tendente all’infiammazione in quanto la placca ed il cibo potrebbero nascondersi sotto la “coperta” di gengiva creando infiammazione o un’infiammazione chiamata pericoronarite, molto fastidiosa. Tuttavia si ritiene necessaria la rimozione chirurgica dei denti del giudizio in presenza di alcune condizioni, in particolare se si presentano come segue:

  • cariati o colpiti da pulpiti: in questo caso un intervento di tipo conservativo volto a salvare un dente non necessario ai fini della masticazione risulterebbe inutile e invasivo.
  • colpiti da infezioni e altre malattie quali ascessi, cisti o granulomi.
  • non allineati agli altri denti: in questo caso i terzi molari impediscono la corretta pulizia dentale esponendo i denti al rischio di carie, infezioni, gengiviti e infiammazioni.
  • non completamente sviluppati o emersi dalla gengiva e dunque causa di infiammazioni gengivali e dolori. Quando i denti del giudizio non trovano sufficiente spazio per emergere, restano parzialmente incastrati nell’osso provocando infiammazioni gengivali, dolore e disallineamento (suscettibile di degenerare fino alla malocclusione), minacciando la salute dei denti vicini. In questo caso si presenta anche il rischio di sviluppare concavità gengivali che favoriscono la proliferazione di batteri e lo sviluppo di una serie di altre malattie.
  • inclusi, ovvero intrappolati nell’osso mandibolare o mascellare o nella gengiva, rendendosi praticamente invisibili. Questa circostanza espone il paziente al rischio di cisti, infezioni e, a lungo andare, indebolimento dell’osso portante.
    tendenti alla crescita obliqua od orizzontale ovvero a spingere non verso l’esterno ma verso i secondi molari, causando forte dolore. Questo tipo di crescita tende a favorire l’accumulo di residui alimentari sulle fessure gengivali provocate dalla spinta, aprendo un varco di accesso ai batteri.
  • in soprannumero, ovvero più di quattro: condizione denominata iperdonzia, opposta all’ipodonzia.
    tendenti a scheggiarsi o a spaccarsi, favorendo la penetrazione dei batteri.

In casi complessi verrà anche eseguita una diagnosi con TAC per valutare la vicinanza del dente alle strutture nervose.
Infatti la problematica più importante legata all’estrazione dei denti del giudizio, oltre al dolore ed eventualmente gonfiore, soprattutto in quelli inferiori, è il rischio di ledere il nervo alveolare inferiore con conseguenti danni alla sensibilità della zona. Per questo motivo bisogna valutare in modo molto accurata la vicinanza del dente al nervo con l TAC.

Se hai piacere di una valutazione per questa terapia nel nostro studio, non esitare a contattarci!

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